Salone del Mobile 2026: la visione che diventa progetto reale.
L’appuntamento a Rho Fiera si conferma il cuore pulsante del design mondiale. Attraversare i padiglioni del Salone del Mobile 2026 con la passione del designer di interni significa cogliere l’evoluzione dell’abitare, filtrando la scenografia per estrarre soluzioni tecniche e materiche concrete da applicare ai miei progetti.



Sullo sfondo resta una Milano vibrante, carica di energia, dove le migliaia di installazioni del Fuorisalone — compresa la parentesi di IKEA con la serie PS 2026 tra gli eventi diffusi nei quartieri — fanno da cornice a questa settimana di ricerca e aggiornamento.



Nei padiglioni della fiera l’arredo riprende centralità e la progettazione di interni torna alla sostanza, con una chiara attenzione al benessere quotidiano, al layout ed alle proporzioni degli ambienti.
I pilastri dell’edizione 2026:
- EuroCucina e FTK: la tecnologia si integra in modo invisibile per gestire consumi e funzioni, lasciando spazio a superfici continue in pietra, legni a vena aperta nei toni caldi e un dialogo fluido con l’outdoor.
- Salone Internazionale del Bagno: l’ambiente si consolida come vera spa domestica orientata alla longevity, guidata da ceramiche tattili, metalli bruniti e sistemi integrati pensati per durare negli anni.
- Salone Raritas: il debutto del collectible design, dove il pezzo unico e la manifattura sartoriale interrompano l’omologazione seriale per conferire un’anima distinta alla casa.


Tre soluzioni concrete da applicare nei progetti reali:
Cucine a scomparsa con ante rientranti a pacchetto: la risposta pratica agli open space contemporanei. Le zone operative di cottura e lavaggio si celano all’occorrenza dietro grandi ante a scomparsa in legno naturale, mantenendo l’ordine visivo nella zona giorno quando l’ambiente è condiviso.
Luce architetturale integrata nei volumi: l’illuminazione abbandona il singolo punto luce centrale per incassarsi direttamente nelle boiserie, nei pensili e nei profili dei mobili. L’impiego di LED a 3000K valorizza la trama dei materiali ed elimina le ombre sui piani operativi, garantendo un comfort visivo elevato.
Pannelli acustici e boiserie integrate: l’inserimento di moduli fonoassorbenti in fibra PET rivestiti in essenza di legno per controllare il riverbero sonoro negli open space. Una scelta tecnica che risolve l’acustica dell’ambiente e dona continuità materica alle pareti.
Dal padiglione espositivo alla realtà del cantiere
Il compito del designer consiste nel tradurre gli spunti presentati in fiera nella realtà dei progetti di ogni giorno: calibrare gli ingombri, curare l’ergonomia, integrare un’illuminazione calda a 3000K e bilanciare il budget di spesa combinando elementi su misura con arredi funzionali.





