Design Tattico. – Quando l’ufficio nasce prima dell’edificio.
La genesi del progetto.
Nel cuore dell’area industriale di Carini, il progetto per i nuovi uffici e le aree comuni di una storica fabbrica prende forma molto prima della costruzione fisica dell’edificio.
Ho iniziato a lavorare sul design degli interni quando il capannone era ancora una bozza su carta e l’area era solo terreno. Questo ha permesso di sviluppare layout degli interni, proporzioni e flussi in modo integrato, evitando adattamenti successivi e soluzioni forzate.
L’obiettivo era chiaro: trasformare uno spazio operativo in un ambiente di lavoro fresco, arioso e rappresentativo, mantenendo la funzionalità necessaria a un’azienda dinamica e strutturata.



Il concept: trasparenza, simmetria e luce calda.
Il layout si sviluppa secondo una pianta simmetrica, organizzata a destra e a sinistra dello sbarco ascensore.
La trasparenza diventa lo strumento progettuale principale: le pareti divisorie in vetro mettono in relazione visiva i due ambienti più rappresentativi dell’azienda.
Da un lato la sala riunioni multimediale, dall’altro l’area amministrazione. Due funzioni diverse, unite da una continuità estetica precisa: sospensioni, arredi sospesi e doghe sono identici in entrambi gli ambienti. Questa scelta rafforza la percezione della reale ampiezza degli ambienti e garantisce un flusso visivo continuo, ordinato e leggibile.




Illuminazione: una scelta consapevole
La decisione più radicale riguarda la luce.
In controtendenza rispetto allo standard ufficio a 4000K, ho scelto una temperatura colore di 3000K. Una luce calda, studiata per favorire benessere, concentrazione e qualità della permanenza quotidiana.
Questa temperatura colore stimola una risposta biologica positiva, stimolando la produzione di ossitocina e migliorando il comfort percepito e la relazione con l’ambiente di lavoro.
Per evitare un’illuminazione piatta, il progetto integra più livelli luminosi: sospensioni e plafoni cilindrici a coppia (Eye di Nowodvorski) dialogano con profili LED wall washing (P-25 di Novalux), costruendo profondità, ritmo e comfort visivo.




Materiali e texture: il gioco dei contrasti
Il mood generale è un “bianco caldo”, calibrato e mai sterile.
Le scrivanie operative (5th Element di Las Mobili), bianche opache con struttura metallica a sezione quadrata, definiscono un linguaggio rigoroso, bilanciato dalle linee morbide ed organiche delle sedute KeyLine di Kastel in rete traspirante grigio/sabbia.
Per scaldare l’ambiente ho introdotto doghe in vero legno di rovere naturale (forme di 3Dwall panels), applicate secondo il principio della proporzione aurea: occupano circa un terzo della larghezza delle pareti, evitando qualsiasi effetto decorativo ridondante.




L’ufficio direzionale: eleganza funzionale
Nell’ufficio direzionale ho evitato qualsiasi soluzione pomposa.
La scelta è volutamente anti-status: stessi arredi degli uffici operativi, reinterpretati con materiali più ricercati e finiture curate. Un linguaggio coerente che privilegia la funzione e la continuità progettuale rispetto alla rappresentazione del ruolo.
Il design nasconde la funzione: le doghe in rovere celano porte e vani dedicati a una zona bar e a un armadio guardaroba completamente integrati.
In tutto il progetto, i mobili sono sospesi – moduli Ikea Metod modificati e armadiature Las Mobili – con profili LED inferiori che creano un effetto “galleggiante”, rafforzando la sensazione di ordine visivo e pulizia.




Dettagli tecnici e area relax
A pavimento, un SPC di Skema garantisce resistenza all’usura e al fuoco con un effetto realistico eccellente.
Il corpo scala/ascensore è trattato come elemento architettonico: rivestimento in ceramico Dekton, corrimano in acciaio inox e parapetti autoportanti in vetro temperato della Q-railing.


L’area break è progettata come un ambiente vero e proprio: la cucina custom (su base Ikea Voxtorp) si integra nel layout, accompagnata da sgabelli Zenda di KaveHome e fioriere in metallo di La Redoute, creando uno spazio informale ma coerente con il resto dell’intervento.


Gestione del progetto
Ho seguito il progetto in coordinamento con l’ingegnere strutturale e l’architetto direttore dei lavori, ciascuno per le proprie competenze.
Mi sono occupato del layout, del progetto esecutivo degli interni, della selezione dei fornitori e della gestione logistica, affrontando e risolvendo le criticità tipiche di un cantiere di queste dimensioni.
Il mio intervento va oltre l’arredamento: si tratta di un vero lavoro di project management di interni, che include coordinamento, controllo delle fasi operative e verifica puntuale del risultato finale.
Ho seguito personalmente tutte le opere di rifinitura e arredamento fino al montaggio finale, garantendo piena coerenza tra progetto e realizzazione.
Gli ambienti di lavoro stanno cambiando.
Questo progetto interpreta l’ufficio come un luogo dove benessere, funzionalità e organizzazione convivono in equilibrio, dimostrando che anche in un contesto industriale è possibile progettare ambienti evoluti, misurati e confortevoli.

La gestione del budget è stata parte integrante del processo progettuale: ogni scelta, dai materiali agli arredi fino alle soluzioni tecniche, è stata valutata in funzione del rapporto tra valore, prestazioni e controllo dei costi. Un approccio che permette di ottenere qualità reale, senza sprechi e senza compromessi progettuali.
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foto di Giovanni Costagliola Archifotografia, set design ed Home staging di Martina Traina.
…Parlano di noi.
Guarda il progetto sul sito del fornitore NOVALUX
