Articolo di Giuseppe Solinas per HOMIFY del 23 Aprile 2018. Foto di alberto4house.

Aggiornamenti Dal web: Parla l’esperto di ristrutturazioni: Cosa sono e come funzionano i Tasselli Chimici, le Tipologie e la “Portata”.

In questo Libro delle Idee homify presenta una piccola guida ai cosiddetti tasselli chimici. Si tratta di ancoraggi chimici proprio perché basati sul concetto di fissaggio di barre su superfici in muratura delle pareti attraverso l’uso di fissanti e colle rigide anziché di supporti meccanici da inserire per attrito o incastro. Questi materiali possono agire sulle superfici in muratura sia per processi di incollaggio che di incastro su superfici rugose, sia su forature in cui gli incollanti come le resine vanno a formare dei grumi che si vanno ad incastrare tra le sezioni interne dei mattoni.

I cosiddetti ancoranti in generale, si classificano appunto in base alle loro caratteristiche di funzionamento. A iniziare dalla forma, che determina la forza resistente del bloccaggio geometrico tra foro e sistema bloccante. Poi dall’attrito, per cui la forza resistente si genera attraverso un meccanismo di espansione meccanico. Oppure, ed è il caso dei tasselli chimici, per adesione: in questo caso la forza resistente si genera attraverso l’azione di un una resina che si inserisce nella superficie.

Alla base del processo di funzionamento dei tasselli chimici allora si trovano le caratteristiche di resistenza meccanica dei materiali e la velocità con cui si induriscono andando a creare un blocco unico all’interno dello spazio creato nelle superfici in muratura. Le resine da utilizzare sono del tipo cosiddetto bi-componente e cioè dalla capacità di indurirsi velocemente e in maniera omogenea.

Per l’applicazione delle resine utilizzate per il fissaggio dei tasselli chimici il sistema più pratico sul mercato è quella della cosiddetta cartuccia bi-componente, attraverso la quale la resina si applica direttamente sulle superfici grazie a una sorta di pistola dotata di un beccuccio per la miscelazione dei due componenti che vengono così erogati allo stesso tempo, mischiandosi nel passaggio attraverso una spirale che è parte del beccuccio

Sul mercato sono presenti anche dei tasselli chimici venduti in fiale di vetro, composti da una dose di resina e dal cosiddetto catalizzatore, da usare solo su superfici piene, in cui si pratica un foro per poi inserire la barra filettata che contiene la fiala con la resina che, rompendosi, si miscela e procede a indurirsi.

Per capire come funzionano i tasselli chimici nel dettaglio, non ci resta che vedere insieme la nostra piccola guida ai tasselli chimici: seguiteci!

1. Cos’è un tassello chimico

I tasselli chimici sono particolarmente utili in particolari situazioni di lavori domestici e ristrutturazione. Nel caso per esempio, sia necessario fissare sulle pareti delle mensole o dei ripiani, e i classici tasselli rischino semplicemente di rendere lo stato della parete instabile, con il rischio che i fori possano fare sì che si creino crepe e fori ancora più larghi.

In questo casi, la scelta dei tasselli chimici sarà da preferire a quella dei classici tasselli meccanici e plastici. I tasselli chimici infatti permettono di riempire i fori di inserimento con apposite resine sintetiche, che non solo vanno a migliorare la tenuta delle viti, ma anche quella della parete in generale.

2. Tasselli chimici: come funzionano

I tasselli chimici funzionano in modo decisamente diverso rispetto a quelli meccanici. Nel caso dei tasselli chimici, infatti, la tenuta delle viti non è assicurata dalla sola espansione, ma sono resine e collanti con i quali si va a riempire il foro di entrata che, indurendosi nel tempo a contatto con l’aria, vanno a costituire la solidità dell’ancoraggio.

Si tratta quindi della cosiddetta ’forza di adesione’ ad agire nel caso dei tasselli chimici, generata appunto da resine e collanti. In commercio si trovano infatti, come detto, sia tasselli chimici dotati di speciali fiale che, una volta inserite nel foro, vengono rotte grazie all’inserimento delle viti, andando a portare nel foro le resine e le colle che indurendosi permettono di far diventare vite e parete un tutto unico.

3. Le tipologie di resina dei tasselli chimici

Come detto, il funzionamento dei tasselli chimici dipende in gran parte dalla solidità delle resine e dei collanti utilizzati e dalla velocità con cui questi si induriscono nel foro di entrata di viti e tasselli, in modo da trasformare i supporti in un tutto unico con la parete.

Le resine utilizzate, oltre che per la velocità di indurimento, si distinguono in soluzioni di poliestere, resine epossidiche e in vinilestere. Le resine di poliestere, però, non possono essere utilizzare su pareti di cemento umido, perché andrebbero a mettere a rischio la solidità dell’intera parete.

Per pareti di questo tipo, in cemento umido, risultano preferibili le resine in vinilstere, che sono più resistenti alla cosiddetta idrosi alcalina. Le resine bicomponenti, come detto, sono quelle che permettono un indurimento molto rapido e uniforme, garanzia per una resistenza ottimale nel tempo.

4. Quando scegliere i tasselli chimici

La scelta delle tipologie di ancoraggio, e quindi tra tasselli chimici e tasselli meccanici classici, dipenderà dalla tipologia di lavori da eseguire, così come di pesi da sostenere e tipologia delle pareti sulle quali si intende intervenire con dei tasselli di ancoraggio.

Il materiale della parete rappresenta uno degli aspetti principali della scelta, perché sono i materiali con la loro composizione a definire la necessità di una certa tipologia. Anche le condizioni ambientali sono importanti perché determinano temperature differenti che influenzano direttamente il lavoro di posa e la sua accuratezza.

Altro dato fondamentale nella scelta dei tasselli chimici è rappresentato dalla tipologia e dall’entità del carico che i tasselli dovranno supportare, per cui si dovranno valutare peso, intensità dello sforzo, tipologia e direzione dei carichi che i tasselli chimici dovranno sopportare.

5. La posa dei tasselli chimici

Le operazioni di posa sono fondamentali anche nel caso dei tasselli chimici, condizione di base perché il fissaggio sia efficiente e duraturo nel tempo. La posa degli ancoranti rappresenta un’operazione fondamentale, affinché il fissaggio possa esibire la tenuta prevista. Si parte con il foro, che deve avere un diametro ben preciso, in funzione della tipologia di oggetti che si devono ancorare.

Una dimensione corretta, infatti, permette una maggiore aderenza tra vite, resine o collanti e la parete sulle quali si dovrà effettuare l’intervento di foratura. I fori vanno da misure minime, come 2mm, sino a quelli più grandi che possono raggiungere i 4-5mm. Il foro andrà a contenere gli ancoranti chimici, che differiscono in base alla loro composizione chimica.

L’uso nelle opere di costruzione delle pareti, così come nei lavori di ristrutturazione della casa, i prodotti utilizzati dovranno essere dotati delle certificazioni come la Valutazione Tecnica Europea ETA. In questa certificazione saranno contenuti i dati sulle caratteristiche e sulle prestazioni di resine e collanti chimici.

Partecipa al Blog!

Inserisci l'indirizzo e-mail sul quale preferisci ricevere gli aggiornamenti ed i nuovi post.

No Comments

Commenta o scrivi una recensione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

googlee1a88c752905e1ff.html
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: