Dal Salone 2025: materiali, forme e soluzioni che uso nei miei progetti.
Il Salone del Mobile non è solo una fiera: è un banco di prova. È il luogo dove tocco con mano ciò che propongo ai miei clienti. Niente render, niente brochure: solo materiali veri, proporzioni reali, comfort da verificare in prima persona.
Mentre tanti girano per eventi con lo smartphone in mano, io vado per capire cosa funziona. E quest’anno, al Salone 2025, le idee concrete non sono mancate. Ecco una selezione ragionata di ciò che porterò davvero nei miei progetti: soluzioni funzionali, materiali coerenti, atmosfere pensate per essere vissute.
1. Forme morbide, spessori generosi
Il tema del comfort si impone ovunque: schienali arrotondati, linee curve, volumi pieni. Dai letti ai divani, tutto è pensato per avvolgere lo spazio e accompagnare il corpo. Una lezione da portare in progetti residenziali, short rental e ambienti hospitality.

✔ Da usare per rendere più accogliente un ambiente essenziale, senza rinunciare all’equilibrio visivo.
2. Colori caldi e materiali veri
Dimenticate il grigio freddo. Il Salone 2025 è una dichiarazione d’intenti: terre cotte, sabbia, moka mousse, legni scuri. Superfici opache, colori pieni. Le cucine sono in olmo carbone, i divani in velluto ruggine, i letti in tessuti sabbia. Tutto tende al caldo.


✔ Sì, il terracotta funziona. Basta saperlo accordare e contestualizzare.
3. Texture e intrecci
Il progetto passa dalla superficie: trame intrecciate, materiali a rilievo, tessuti grezzi, paglia, carta da parati a basso contrasto. Tutto lavora per creare ambienti più tattili e meno visivi. Un modo per dare spessore a progetti con budget controllato.

✔ Inserire texture intelligenti è un’alternativa concreta alla decorazione superflua.
4. Illuminazione: si torna a progettare
Quest’anno c’era Euroluce. E si è sentito. Niente LED scontati: tornano i globi opalini, i vetri curvi, i riflessi calibrati. Luci calde, diffuse, montate su strutture discrete. La luce diventa atmosfera. E torna centrale nella progettazione degli ambienti.

✔ Una buona luce definisce l’ambiente prima ancora dell’arredo.
5. IKEA Stockholm 2025: il low cost che cambia fascia
Vedere di persona la nuova collezione Stockholm è stato importante. Legni veri, spessori credibili, finiture curate. Non è più “design economico”. È una linea che può entrare anche in progetti più strutturati, soprattutto dove il valore è legato alla coerenza, non all’etichetta.



✔ Ottima per ambienti destinati alla locazione, seconde case, e per clienti attenti al budget ma non disposti a rinunciare alla qualità percepita.
6. Retail che parla: il flagship Aesop
Ogni anno scelgo un negozio da visitare fuori fiera. Quest’anno è stato Aesop. Il flagship store a Milano è un progetto esatto: rispetto dell’immobile, materiali locali, proporzioni silenziose. Un design che non urla, ma che comunica. È interior design al servizio del brand.

✔ Un caso da manuale su come lo spazio possa rafforzare un’identità senza bisogno di loghi.
In sintesi
Dal Salone 2025 non mi porto cataloghi, mi porto criteri. Mi porto idee che funzionano, che si possono spiegare al cliente senza usare parole vaghe. Idee da mettere subito a terra nei miei prossimi progetti. La differenza la fa chi sa scegliere cosa ha senso.
✔ È per questo che ci vado. È per questo che chi si affida a me ottiene spazi che funzionano davvero.






Articolo scritto da Alberto Di Martino, non da un’intelligenza artificiale. Foto di Alberto Di Martino.
